Il bizzarro realismo del mercato
Più mi piaci e meno ti compro. E viceversa. E’ l’enigma, non il solo, posto dal mercato del debito sovrano europeo. Da una parte, infatti, ci sono le emissioni di Bonos spagnoli, Btp italiani e pure degli Oat parigini. Dall’altra i solidi Bund tedeschi, oltre a titoli dal nome ostrogoto, quali gli Schatz emessi dal Tesoro di Berlino. A rigor di logica i mercati dovrebbero stare alla larga dalla “carta” di Madrid o di Roma e convergere sui titoli di Berlino più solidi del mattone.
21 AGO 20

Più mi piaci e meno ti compro. E viceversa. E’ l’enigma, non il solo, posto dal mercato del debito sovrano europeo. Da una parte, infatti, ci sono le emissioni di Bonos spagnoli, Btp italiani e pure degli Oat parigini. Dall’altra i solidi Bund tedeschi, oltre a titoli dal nome ostrogoto, quali gli Schatz emessi dal Tesoro di Berlino. A rigor di logica i mercati dovrebbero stare alla larga dalla “carta” di Madrid o di Roma e convergere sui titoli di Berlino più solidi del mattone. In realtà, ieri la domanda nell’asta per i Bonos di Madrid a dieci anni è stata quasi due volte e mezzo l’offerta. La Germania ha gridato al miracolo quando mercoledì la richiesta per i suoi titoli biennali è stata pari a 1,8 volte. Perché questo comportamento? La prima risposta, ovvia, riguarda i rendimenti. Madrid ha dovuto offrire ai suoi clienti più del 5,7 per cento, i sottoscrittori dei titoli tedeschi si sono accontentati di uno striminzito 0,14 per cento, che non ripaga nemmeno le spese. Ma la spiegazione non convince fino in fondo. Se si teme che la Spagna piuttosto che l’Italia possa riservare una brutta sorpresa dietro l’angolo, perché farsi incantare da un rendimento che, forse, non si riscuoterà mai? Al contrario, la Germania non rischia di esser vittima del suo stesso successo? A questi tassi, come è già successo in più occasioni, le aste della Bundesbank rischiano l’insuccesso.
L’enigma ha più spiegazioni. Innanzitutto, i migliori clienti del Tesoro tedesco sono le banche svizzere a caccia di porti sicuri e anonimi per i loro clienti “scudati”, spesso tedeschi. In questo caso, insomma, la domanda di titoli è più direttamente dovuta al flusso di denari in arrivo nei forzieri degli gnomi dalla Ue che dai mitici fondamentali dell’economia e della finanza. Per quanto riguarda l’appeal dei Bonos spagnoli, merita dar peso alle parole di Mohamed el Erian, il gestore di Pimco che dalle spiagge di New port Beach, California, fa girare ogni giorno miliardi in titoli di stato e obbligazioni. el Erian, in genere assai prudente, si è spinto a dire che “in queste condizioni” a questi prezzi nei suoi fondi un po’ di Spagna ci sta bene. Non era così a novembre, quando l’Europa era davvero allo sbando. Ma oggi il paracadute di Mario Draghi, pur con qualche toppa, tiene. Il rischio, insomma, c’è ma è relativo. Nonostante il copione horror delle cronache finanziarie.